Vai al contenuto

Si comincia da qui

Guida al primo avvio

Sei passaggi dall'installazione alla prima uscita, e una spiegazione onesta di ogni permesso che l'app ti chiede: a cosa serve davvero, e cosa perdi se dici di no. Non serve essere pratici di telefoni.

Il primo quarto d'ora

Dall'installazione alla prima uscita

  1. Installa e apri l'app

    Scaricala dallo store del tuo telefono. Al primo avvio vedi il logo, poi la schermata di accesso: fin qui non ti viene chiesto niente.

  2. Crea il tuo account

    Due strade: email e password, oppure il pulsante «Continua con Google», che è la via più corta perché non devi inventarti nulla. Se scegli l'email, ti arriva un messaggio con un link da toccare per confermare l'indirizzo: senza quello l'iscrizione resta a metà. Controlla anche la posta indesiderata.

  3. Rispondi alle richieste di permesso

    Il telefono ti farà due o tre domande di seguito: posizione, notifiche e, se hai intenzione di parlare con il gruppo, microfono. Non sono domande di rito — qui sotto è spiegato una per una a cosa servono. Se sbagli a rispondere non è un dramma: si cambia idea dalle impostazioni del telefono.

  4. Metti la tua moto nel garage

    Marca, modello, anno e i chilometri di adesso. Ci vuole un minuto e serve a due cose: l'app comincia a contare i chilometri da sola, e ti avvisa quando arriva il momento dell'olio, delle gomme o della revisione. Se un dato non ce l'hai sottomano, salvi in bozza e riprendi quando vuoi.

  5. Fai un giro corto, vicino casa

    Prima di partire per la gita della domenica, prova mezz'ora su strade che conosci. Serve a capire come suona la voce nel casco, quanto è alto il volume e come si comporta il telefono sul supporto. Meglio scoprirlo a cinque chilometri da casa che a un passo di montagna.

  6. Al ritorno, decidi cosa farne

    Quando arrivi, l'app ti mostra il riepilogo del giro. Puoi salvarlo per te, oppure pubblicarlo nel Feed perché qualcun altro lo rifaccia. Il resto — stanze di gruppo, passi montani, aspetto del rider — lo trovi spiegato in come funziona.

I permessi

Cosa ti chiede l'app, e perché

Nessuna richiesta è lì per caso. Qui c'è il motivo di ognuna e cosa smette di funzionare se rispondi di no.

Consigliato

Notifiche

Servono per le cose che non puoi stare a controllare tu: l'invito a una stanza mentre ti stai vestendo, il promemoria dell'olio o della revisione, il ritiro dell'accesso giornaliero.

C'è anche quella che conta più di tutte: l'avviso quando uno del tuo gruppo ha bisogno di aiuto.

Se dici no: l'app funziona lo stesso, ma le scadenze della moto te le devi ricordare da solo.

Solo per la voce di gruppo

Microfono

È quello che ti fa parlare con chi guida con te, dentro la stanza. Si attiva quando entri in una stanza e serve solo lì: fuori da una stanza l'app non ha niente da ascoltare.

Se dici no: i tuoi compagni li vedi sulla mappa, ma non li senti e loro non sentono te.

Facoltativo

Dispositivi vicini (Bluetooth)

Serve a far uscire la voce dall'interfono del casco invece che dall'altoparlante del telefono, che a settanta all'ora non sentiresti comunque. Alcuni telefoni chiamano questo permesso «dispositivi nelle vicinanze».

Se dici no: l'audio esce dal telefono, e in marcia è come non averlo.

Facoltativo

Fotocamera

Due usi soltanto: inquadrare il QR code per entrare in una stanza, e fotografare la moto o i suoi documenti per tenerli nel garage.

Se dici no: nelle stanze entri lo stesso, scrivendo a mano il PIN di sei caratteri.

Consigliato

Sensori di movimento

Sono gli stessi sensori che il telefono usa per capire se lo giri. Qui servono a riconoscere un impatto: se succede, parte un conto alla rovescia e — se non lo fermi tu — il tuo gruppo viene avvisato con la tua posizione.

Servono anche a distinguere un giro in moto da un viaggio in auto, così i traguardi restano una cosa seria.

Se dici no: niente riconoscimento delle cadute. Su iPhone il permesso ti viene chiesto all'inizio.

Prima di uscire

Cinque minuti che ti salvano la giornata

Cose banali che però, scoperte in mezzo a un tornante, banali non sembrano più.

  • Supporto saldo. Il telefono va fissato al manubrio in modo che non balli: le vibrazioni si vedono anche sullo schermo.
  • Carica o presa a bordo. Schermo acceso, GPS e navigazione consumano: per una giornata intera serve un'alimentazione.
  • Auricolare o interfono collegato prima di mettere i guanti, non dopo.
  • Volume provato da fermo, con il casco addosso. Da fermo sembra sempre troppo alto: non lo è.
  • Risparmio energetico. Se il tuo telefono è di quelli che chiudono le app appena spegni lo schermo, togli RideRadar dal risparmio batteria: altrimenti la navigazione si ferma da sola.
  • Destinazione impostata da fermo, sempre. In movimento non si tocca niente.
Navigazione in corso: tracciato blu su una strada di collina e, in basso, tempo mancante, orario di arrivo e chilometri
Una cosa sola, ma vale per sempre. RideRadar non è fatta per farti andare forte: non ci sono gare, sfide né classifiche di velocità. È fatta per farti arrivare, con la strada giusta sotto le ruote e i tuoi amici dietro. Il telefono, in movimento, si ascolta e basta.

Qualcosa non torna?

Guarda l'app schermata per schermata, oppure chiedi: risponde una persona.